Sì, puoi richiedere un prestito personale con qualunque tipo di contratto, dal tempo determinato alla partita IVA. La tipologia contrattuale e la stabilità del reddito giocano comunque un ruolo nella valutazione della richiesta: ecco quali porte apre ogni tipo di contratto sul mercato, e come funziona invece la valutazione per il prestito personale Younited Credit.
Prestito con contratto a tempo determinato
Il contratto a termine è una delle situazioni più comuni, ma anche quella che solleva più interrogativi sulla possibilità di ottenere liquidità.
Cosa cambia rispetto a un contratto a tempo indeterminato
Molte banche e finanziarie applicano regole più prudenti quando il richiedente ha un contratto a tempo determinato. Alcune condizioni ricorrono più spesso sul mercato:
- le rate del prestito devono terminare entro la scadenza del contratto di lavoro
- si preferiscono contratti con almeno 12 mesi di durata residua
- gli importi restano più contenuti se non si aggiungono garanzie ulteriori
Come il mercato valuta le richieste con un contratto a termine
Oltre al reddito, gli istituti guardano in genere alla continuità lavorativa: aver rinnovato più volte lo stesso contratto, o lavorare da tempo nello stesso settore, gioca a favore. Alcune categorie, come gli insegnanti precari con anzianità di servizio o i dipendenti pubblici a termine, trovano talvolta condizioni più favorevoli. Per chi ha un contratto a tempo determinato nel pubblico impiego, la nostra guida ai prestiti per dipendenti pubblici e statali entra più nel dettaglio.
Una pratica diffusa sul mercato per accedere a importi più alti è l’aggiunta di un garante, una seconda persona che si impegna a coprire il debito in caso di mancato pagamento.
Perché con un contratto a termine non si può accedere alla cessione del quinto
Chi ha un contratto a tempo determinato non può richiedere la cessione del quinto dello stipendio: è una formula riservata per legge a chi ha un contratto a tempo indeterminato o è titolare di una pensione. Non è quindi un’opzione scartata per scelta, ma esclusa a monte per chi si trova in questa situazione contrattuale.
Prestito con contratto da precario
Chi alterna periodi di lavoro discontinuo, tra un contratto e l’altro, incontra in genere più cautela sul mercato. Manca quella continuità reddituale che di solito rassicura l’istituto di credito. Per compensare, si valutano spesso soluzioni aggiuntive:
- un coobbligato, cioè una seconda persona che si impegna insieme al richiedente
- garanzie patrimoniali, come un immobile
- risparmi accumulati o entrate accessorie che completano il quadro reddituale
La nostra guida al prestito con garante spiega più nel dettaglio come funziona questa formula sul mercato.
Prestito con contratto indeterminato
Con un contratto a tempo indeterminato il mercato applica meno cautele, perché non c’è una scadenza a cui vincolare la durata del prestito. Gli istituti chiedono in genere meno documentazione aggiuntiva rispetto a un contratto a termine, e sono più disponibili a valutare importi più alti o piani di rimborso più lunghi. Conta comunque la continuità del rapporto: un periodo di prova ancora in corso viene in genere valutato con più cautela rispetto a un contratto già consolidato.
Prestito con contratto di apprendistato
Chi ha un contratto di apprendistato, in genere riservato a chi ha meno di 30 anni e con una retribuzione che cresce nel corso del rapporto, incontra la stessa cautela riservata agli altri contratti a tempo determinato: contano la durata residua del periodo di apprendistato e l’eventuale continuità, sia con un rinnovo sia con la trasformazione a tempo indeterminato al termine del percorso.
Prestito con partita IVA
Anche chi lavora come libero professionista o ha una partita IVA può cercare un prestito: il mercato valuta in genere documenti come il modello Unico e la stabilità del fatturato. La nostra guida ai prestiti per partita IVA entra più nel dettaglio, incluso il caso di chi ha aperto la partita IVA da poco o è in regime forfettario.
Quale busta paga minima serve per accedere a un prestito
Non esiste un importo minimo uguale per tutti: la busta paga richiesta dipende dalla politica di ogni banca o finanziaria e dalla cifra che chiedi. Un principio generale che orienta la valutazione è la cosiddetta soglia di salvaguardia: la rata non dovrebbe superare una quota del reddito netto mensile, indicata di solito intorno al 30%, per lasciare comunque margine alle altre spese correnti.
Il prestito personale Younited Credit, qualunque sia il tuo contratto
Per richiedere il prestito personale Younited Credit il requisito resta lo stesso indipendentemente dal tipo di contratto: reddito dimostrabile, da lavoro dipendente, da un’attività autonoma o da una pensione.
La richiesta segue lo stesso percorso per tutti: indichi il progetto e l’importo e completi il modulo online. L’esito arriva entro 24 ore dal caricamento della documentazione completa e, se è positivo, dopo la firma del contratto la somma viene accreditata sul tuo conto entro 48 ore.
Domande frequenti (FAQ)
No. La cessione del quinto è riservata per legge a chi ha un contratto a tempo indeterminato o è titolare di una pensione.
No, il prestito con garante non è tra i prodotti offerti da Younited Credit: la valutazione si basa sul reddito dimostrabile di chi presenta la richiesta
Sì. Il reddito da un’attività autonoma rientra fra i redditi dimostrabili accettati, come il reddito da lavoro dipendente o da pensione.
Sì. Vale lo stesso principio degli altri contratti: conta il reddito dimostrabile, senza distinzione per il tipo di contratto di lavoro.